La problematica payback e l’intesa raggiunta tra Regioni e aziende farmaceutiche

Il payback identifica la particolare procedura introdotta con l’art. 15 d.l. 95/2012 in base al quale le aziende del comparto farmaceutico sono chiamate a risanare, parzialmente, seppur in maniera consistente, l’eccedenza della spesa farmaceutica, quando siano stati superati i tetti stabiliti dalla legge, mediante versamenti disposti dalle aziende farmaceutiche direttamente alle Regioni.
A seguito dell’annullamento da parte del Tar Lazio delle determinazioni AIFA che avevano definito il procedimento finalizzato al ripiano della spesa farmaceutica territoriale e ospedaliera per il 2013, e al fine di garantire il rispetto degli esercizi di finanza pubblica, l’art. 21 del d.l 113/2016 (decreto enti locali) aveva disciplinato le procedure finalizzate al ripiano della spesa farmaceutica territoriale ed ospedaliera per gli anni 2013, 2014, 2015 e 2016.
Tuttavia, dopo la trasmissione da parte dell’AIFA alle aziende farmaceutiche dell’entità payback come calcolata sulla base delle disposizioni normative, venivano proposti ulteriori ricorso da parte delle aziende farmaceutiche, le quali ottenevano la sospensiva del pagamento anticipato del payback.
La situazione rimaneva congelata e non si sbloccava neanche con la previsione, contenuta nella l. 205/2017 (legge di Bilancio 2018), di nuovi termini e modalità per la corresponsione del payback da parte delle aziende farmaceutiche.
Nella Legge di Bilancio 2019, all’art. 1, co. 582, è stato stabilito che “ogni tetto di spesa farmaceutica per acquisiti diretti e il tetto della spesa per la farmaceutica convenzionata sono parametrati al livello del fabbisogno sanitario nazionale standard previsto per l’anno 2018, fino al recupero integrale delle predette risorse, accertato con determinazione dell’AIFA, sentiti i Ministeri vigilanti”.
Con l’intesa intervenuta tra le Regioni e Farmindustria nel gennaio di quest’anno, le aziende farmaceutiche si sono impegnate a ritirare i ricorsi e a pagare gli importi di payback maturati tra il 2013 e il 2017 (ammontanti a poco meno di 2,4 miliardi di euro) entro aprile 2019 (mentre per il 2018 si applicherà una riduzione del 12,5% sul valore complessivo).

 

Il provvedimento normativo

L’intesa si è tradotta in provvedimento normativo con l’approvazione in via definitiva il 7 febbraio scorso del disegno di legge governativo sulla semplificazione, il cui art. 9 – bis contiene alcuni commi concernenti la disciplina del payback.
In particolare:
- Il comma 3 stabilisce che l’AIFA accerta che entro il 30 aprile 2019 sia stato versato dalle aziende farmaceutiche titolari dell’autorizzazione all’immissione in commercio l’importo di euro 2378 milioni a titolo di ripiano della spesa farmaceutica. Al fine di semplificare le modalità di versamento, le predette aziende di avvalgono del fondo istituito a suo tempo presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze dall’art. 21 d.l. 113/2016, ora ridenominato “fondo per il payback 2013-2017”.

- In base ai commi 4 e 5, una volta accertato l’avvenuto versamento del sovraindicato importo, l’AIFA comunica il relativo esito alle segreterie degli organi giurisdizionali presso cui pendono ancora i giudizi, al fine di far pronunciare la cessazione della materia del contendere;

- Ai sensi del comma 6, ricevuta dall’AIFA la comunicazione positiva, il Ministero dell’Economia e Finanze, sentita l’AIFA, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, emana apposito decreto per la ripartizione tra le Regioni e le Province autonome dell’importo giacente sul fondo per il payback 2013-2017.
Questo significherà un incremento per i bilanci della sanità delle regioni di complessivi 2378 milioni di euro.
Come è stato sottolineato da AIOP (comunicato del 14 febbraio scorso dal titolo “Un’opportunità da non perdere”), tali disponibilità economiche potrebbero consentire di assicurare le coperture economiche dei contratti di lavoro dei dipendenti delle strutture sanitarie private e di affrontare con queste ultime, concretamente, il problema delle liste di attesa, il quale costituisce uno dei temi prioritari della Legge di Bilancio 2019 per quanto riguarda la materia sanitaria (in particolare, art. 1, commi 510 – 512).

Il Direttore del Centro Studi

Prof. Francesco Giulio Cuttaia